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Se esiste un reparto di "salumeria" e "gastronomia" a peso/taglio suppongo sia per un motivo: esiste il frigo contenente salumi e formaggi, già affettati e pesati da dipendenti CONAD a pesi predeterminati e il cliente sceglie approssimando la quantità desiderata o non prendendo il prodotto, ma il beneficio per i clienti nell'andare al reparto "gastronomia" è che si possa chiedere in base a peso specifico e chiedere informazione sul prodotto al dipendente. In questa CONAD qualcosa non va come dovrebbe, perché a quanto pare, nella maggior parte dei casi è il/la commessa CONAD nel reparto gastronomia che decide sulla quantità! Lo dico in base alle mie regolari visite. La quantità che vien assegnata tende ad essere in eccesso. A me è capitato persino di chiedere 200 g e mi venivano dati 340 g; in un altra occasione chiedere 200 g e mi venivano dati oltre 400 g. Dissi più di una volta al banco che è meglio se mi danno un po' meno della quantità che chiedo piuttosto che più, ma continuavano a darmene in eccesso. Al banco è buona condotta professionale almeno chiedere se al cliente va bene la quantità aggiunta. In diverse occasioni non mi è neanche stato chiesto. Spiego che non mangio i prodotti che chiedo al banco perché li prendo per mia madre e data la mia scelta dietetica non le mangio, ma loro hanno continuato a darmene in eccesso. Spiego qualcosa che non dovrebbe essere necessario spiegare al banco, ossia che per motivi di salute mia madre non può mangiare più di quanto chiedo del prodotto. Continuano a darmene in eccesso! Per dare un idea della mia regolarità di visite al reparto in questione, per circa un mese venivo quasi tutti i giorni a prendere pasti pronti, date le nostre circostanze. Vado all' infodesk e spiego la situazione. Viene riportato al reparto interessato. Di seguito mi vien chiesto "perché non hai parlato prima con noi?". So di averlo fatto ripetutamente: il cliente non deve giustificare perché chiede la quantità o altra specificità di un certo prodotto. Passano a prendere in giro il cliente, come alla visita del 19 luglio, ossia chiedo di nuovo la quantità che tipicamente chiedo (200 g) e me ne mette 300 g, dice prima di porgermi il pasto che ne ha messo 300 g, "vuoi che la tolgo? Si! la tolgo che è in eccesso" Ne toglie 50 g, la incarta prima di chiedermi se 250 g va bene. Dice la commessa CONAD che capisce che è troppo, la scarta e rimuove 50 g di prodotto con un tono un pò burlesco. Perché non ha chiesto prima di incartare i 250 g di prodotto? Mi posso sbagliare sull'interpretazione dell'esperienza del 19 luglio, ma le esperienze precedenti contribuiscono a concludere che non è un'interpretazione errata. Apparte risatine e sussurri dei commessi al bancone dopo aver sbirciato verso di me, veramente non è quello che mi infastidisce, perché, a mio parere, non è mia la scorrettezza in queste vicende per meritare questi atteggiamenti. Se non son capaci dopo anni di esperienza di dare una quantità richesta dal cliente, magari dovrebbero lavorare in un altro reparto della CONAD. Se sono al banco gastronomia devono essere capaci di dare la quantità richiestà. Sarà capitato anche ad altri di trovare i cibi più salati, o crudi, o altro non idoneo ai propri gusti o necessità sanitarie quando si comprano cibi pronti. Ciò significa che l'extra quantità che NON è gratuita, viene sprecata, o aggiunge un peso alla salute del cliente. Ovviamente il/la commessa non può rispondere alle necessità specifiche sistematiche, o accontentare i gusti personali di ciascun cliente, ma deve attenersi alla quantità richiesta. Sbaglio o è per questo bonus che esiste questo reparto ed è per questo beneficio aggiunto che il cliente dedica tempo in fila, piuttosto che un preconfezionato? Aver vissuto e lavorato oltre i confini di Pellaro e RC mi ha insegnato tanto su senso civico, condotta professionale ed altro ancora. Ossia, il cliente paga; il venditore, o rivenditore, vien pagato e se manca consapevolezza di condotta o etica professionale, o UMILTÀ di fronte ai propri errori, quell'attività commerciale non ha vita lunga!